Il Chi e la Mente, un binomio indissolubile

Seppur vecchie di secoli e riportate con un tono evidentemente fantastico e allusivo, queste parole sono ancora oggi attuali ed utili ai praticanti moderni, che vi troveranno interessanti suggerimenti tanto per il progresso nelle loro discipline che per affrontare gli impegni di tutti i giorni.

Il discorso del demone sulle arti marziali” è un testo attribuito a Issai Chozanshi, pseudonimo di un samurai di cui sappiamo poco ma che era certamente esperto di spada, di arte e di filosofia.

In questo estratto un Demone istruisce sul monte Kurama i Tengu, esseri mitologici metà uomini e mezzi uccelli, illustrando loro i principi della scherma e come questi trovino espressione nelle tecniche di combattimento, ma solo a patto che la mente ed il Ch’i siano ben controllati.

Seppur vecchie di secoli e riportate con un tono evidentemente fantastico e allusivo, queste parole possono essere ancora oggi attuali ed utili ai praticanti moderni, che vi troveranno interessanti suggerimenti tanto per il progresso nelle loro discipline che per affrontare gli impegni di tutti i giorni.

“Ora illustrerò brevemente la tecnica per raccolga il Ch’i a beneficio di coloro che non sono stati ancora introdotti allo studio di esso. È qualcosa che anche un ragazzo dovrebbe poter comprendere. Innanzitutto sdraiatevi supini, rilassate le spalle e distendetele completamente insieme al torace e allungate comodamente braccia e gambe. Ponete le mani nell'incavo della zona dell'ombelico, con calma dimenticate tutti i Diecimila Pensieri e svuotate la mente di ogni cosa. Lasciate che il Ch’i riempia tutto il corpo, diffondendosi fino alle punte delle dita. Contate le inspirazioni e le espirazioni come nella meditazione buddhista. All'inizio, la respirazione sarà affannosa. Quando gradualmente si calmerà, il Ch’i diventerà attivo e avrete la sensazione che riempia Cielo e Terra. Non si tratta di trattenere il respiro o di forzare il Ch’i, il quale, in questo caso, vi riempirà interiormente attivandosi.

A questo punto, chi soffre di qualche malessere avvertirà tensione nella zona tra torace e ombelico. E’ il movimento del Ch’i raccolto e coagulato che cerca di sciogliersi e armonizzarsi, producendo dei brontolii nell'addome. Quando ciò si verifica, molti rimangono sorpresi e smettono immediatamente, turbati dalla spiacevole sensazione avvertita nei visceri. In questa fase, il Ch’i che ha cominciato ad attivarsi e a riempire il corpo non è in grado di autoregolarsi, quindi dovrete massaggiare leggermente la zona con il palmo della mano. Se viene manipolato con troppa forza, il veleno che dovrebbe essere rimosso invertirà il suo cammino e, contrariamente ai vostri desideri, non abbandonerà il campo. Potrebbe perfino spingere verso l'alto provocando nausea. in generale, quando per un po’ si poggia la mano in un punto dell'addome, il Ch’i si raccoglie proprio in quel punto. Quindi, questa pratica si prefigge non di poggiare la mano in una zona dove il Ch’i abbonda, ma piuttosto dove scarseggia.

Inoltre, una persona che soffre di mal di schiena si sentirà probabilmente a disagio. Dovrebbe semplicemente accertarsi che il Ch’i non sia coagulato. L'esercizio consiste nell'aprire alle spalle e il petto. Quando aprite le spalle come se venissero tirate dall'esterno, il Ch’i si espande. E’ una tecnica che consiste nel rilassare il Ch’i per mezzo della forma. Quando il Ch’i ristagna, ristagna anche la mente. Quando la mente è inattiva, lo è anche il Ch’i. L'essenza della mente e del Ch’i è unica. Questa tecnica risolve innanzitutto il ristagno del Ch’i e poi riarmonizza i punti squilibrati.

Ad esempio, se tutto il vostro corpo è ricoperto da un nugolo di formiche, le spazzolerete via per liberarvene. Poi vi cambierete d'abito e vi siederete in un luogo pulito. Ora, nello Shintoismo esiste la Purificazione Interiore e la Purificazione Esteriore. La prima consiste nel purificare la mente liberandola da pensieri egoistici e idee lascive. Ciò significa tornare all'essenza fondamentale del Non Desiderio e del Non Sé, e nutrire la natura originaria della mente. La Purificazione Esteriore consiste nel lavare il corpo e nel rinnovare gli abiti e il luogo in cui si dimora. Modificando il Ch’i in modo che i veleni esterni non possano essere interiorizzati, in realtà si mantiene la Purificazione Interiore.

La mente e il Ch’i appartengono fondamentalmente alla stessa essenza. Il Ch’i viene trasportato all'interno della forma e adempie le funzioni della mente. La mente è l'anima. Non avendo forma, è il sostegno principale del Ch’i. Quando si coltiva il Ch’i, la mente in pace con se stessa. Quando il Ch’i si muove in modo confuso, anche la mente è confusa. E’ qualcosa di analogo al movimento di una barca: se esso è uniforme e tranquillo, i passeggeri sono a loro agio, ma quando le onde sono alte e la barca è in pericolo, i passeggeri stanno male. Quindi, ovunque l'allievo applichi la mano, deve innanzitutto dissolvere la coagulazione del Ch’i e pacificare la mente. Deve rendere il Ch’i attivo e creare una libertà assoluta della mente. 

Finora ho spiegato la tecnica per regolare un Ch’i disperso stando sdraiati, e per sciogliere e pacificare un Ch’i agitato. Se ripetete questa pratica per 5,7,10 o 12 giorni, dovreste sperimentare una sensazione di rinvigorimento che aumenterà la vostra motivazione per continuare la pratica.

Se siete in grado di regolare il vostro Ch’i, questo diverrà attivo e voi non correrete il rischio di essere bloccati da un Ch’i inerte. Se attivate anche poco la mente come se tutto il corpo fosse pieno di Ch’i, anche quest'ultimo si rianimerà. Inoltre, quando vi alzate al mattino, dovete assumere una postura corretta e vivificare il Ch’i come se esso riempisse tutto il corpo. Dovreste sedervi e concentrarvi per un po’ come nella meditazione Nio-zazen della scuola Shozan, controllando il vostro Ch’i . Non è necessario accendere bastoncini di incenso, osservare un lasso di tempo prestabilito o sedersi nella postura corretta dello Zen buddhista, sedetevi come fate di solito ma nella postura corretta e vivificate il vostro Ch’i. Dovreste ripetere questo breve esercizio più volte al giorno, quando avete un po’ di tempo libero. Se lo fate, ossa e muscoli saranno in equilibrio e coordinati, il sangue scorrerà senza ristagni, il vostro Ch’i avrà sostanza e le malattie scompariranno da sole.

Se la postura non è corretta, il Ch’i tenderà ad essere squilibrato. Potete anche fare questo esercizio stando in piedi o seduti di fronte a qualcuno, mentre vi applicate a qualche problema o quando siete al lavoro. Dovete rilassare il petto e le spalle, non permettete al Ch’i di essere squilibrato o ostacolato e fissare la mente in modo che il Ch’i possa fluire liberamente sino alla punta delle dita. 

Concentrate sempre la mente in questo modo, sia quando recitate una poesia a voce alta, mangiate del riso, bevete del tè o camminate lungo la strada. Con il tempo, il vostro Ch’i si rianimerà con naturalezza sempre maggiore. Quando tale condizione diverrà permanente, la vostra reazione a eventi inattesi diventerà molto rapida. Se invece vi mostrerete pigri, il Ch’i si indebolirà e sarete molto lenti nel reagire a un qualsiasi impegno. Un individuo calmo e uno indolente possono avere lo stesso aspetto, ma si tratta di due cose ben diverse. Dovete sperimentarlo su voi stessi. Potete non possedere talento letterario, essere solo principianti o anche molto giovani, ma se concentrate la mente in questo modo riuscirete facilmente in tutto senza grandi sforzi.

Nei giochi dei bambini, nella cerimonia del tè, nel kemari (gioco giapponese simile al calcio, N.d.R.) - in tutte le arti minori sino alla danza classica - quando il Ch’i è squilibrato e privo di vita, né il moto né l'immobilità della forma, né la continuità di movimento delle mani e dei piedi saranno belli a vedersi.  Inoltre, azione e reazione risulteranno ostruite.
[…]
Quando il Ch’i riempie tutto il corpo e viene vivificato insieme alla mente, non ci sarà sorpresa né paura, e sarà facile far fronte a cambiamenti inattesi. Tuttavia, un Ch’i incostante e privo di radici non può sussistere quando si è veramente vigili. Nonostante l'apparenza simile, è una cosa ben diversa.”