Tai Chi – Tom-ma: la pratica delle posizioni, ovvero il fondamento della pratica (Prima parte)

La serie di esercizi conosciuta come ”Tom ma” è un lavoro sulle posizioni che il corpo assume durante la pratica del Tai Chi Chuan ed è considerato un passaggio fondamentale nel percorso del praticante. Una pratica essenziale non solo dal punto di vista fisico, per apprendere e comprendere il giusto assetto del corpo, ma anche dal punto di vista spirituale e filosofico.

Ovviamente, il primo approccio è quello fisico, che viene sviluppato allenando e migliorando la consapevolezza delle peculiarità corporee del praticante: Giusto assetto, “piombatura” dell’osso sacro, spostamento del peso sui piedi, equilibrio tra interno ed esterno, allenamento dei muscoli, dei tendini e delle articolazioni, con conseguente stimolazione degli organi interni e della circolazione sanguigna, linfatica ed energetica. Un lavoro complessivo che contribuisce a costruire quello che viene definito “Il Corpo Tai Chi”.

Il lavoro sulle posizioni del Tai Chi, per essere efficace, deve essere commisurato alle capacità del praticante. Una pratica troppo blanda non darebbe nessun effetto, mentre una pratica eccessivamente impegnativa potrebbe essere controproducente. Pertanto, il praticante che si approccia a questa serie di esercizi manterrà ciascuna posizione per alcuni secondi, prima di rilassare la postura e prepararsi ad assumere la posizione successiva. All’aumentare della esperienza e della capacità di esecuzione, il tempo durante il quale viene mantenuta ciascuna posizione può essere prolungato, sempre mantenendo una attenzione consapevole al feedback corporeo.

Ricordando che “Il Tai Chi nasce dai piedi e si manifesta nelle mani” (una delle affermazioni più note del Fondatore Zhang San Feng), è molto importante sviluppare sin da subito un buon “radicamento” al suolo, in modo da favorire la consapevolezza corporea. Pertanto questa pratica comincia con i piedi paralleli tra di loro ed a larghezza spalle, in maniera che il punto virtuale ottenuto dall’incrocio di una linea tirata dall’alluce destro al tallone sinistro con un’altra tirata dall’alluce sinistro al tallone destro corrisponda alla proiezione verso il basso degli agopunti Bai Hui (“cento incontri”) situato sulla sommità della testa e Hui Yin (“unione degli Yin”) nella zona del perineo, attraverso cui passa l’asse alchemico che unisce simbolicamente la Terra ed il Cielo. In questa posizione, detta anche “Piccola Montagna”, il peso del corpo è distribuito al 40% sull’avampiede e 60% sui talloni, come se si fosse seduti su uno sgabello, in maniera da “raddrizzare” la colonna lombare e non “svuotare” i reni.

Il primo esercizio è una sorta di saluto che il praticante esegue nei confronti dei suoi compagni e verso chi dirige l’allenamento oppure – se si esegue una pratica individuale – simbolicamente verso i Maestri passati nel tempo e fisicamente lontani. Questo esercizio – che focalizza i suoi effetti soprattutto sugli agopunti “Ki Kai” (“Oceano del Chi”) e “Ming Men” (“Porta della Vita”) e sul Dantian mediano – ha però anche lo scopo di stimolare in maniera generale tutto il corpo, preparandolo in maniera ottimale alla esecuzione degli esercizi seguenti.
Già nella esecuzione di questa serie di esercizi possiamo adottare una delle tre modalità di esecuzione del Tai Chi, ovvero il “Serpente” o “Drago”, bassa e sinuosa, fisicamente più impegnativa; “Tigre”, potente ed energica per lo sviluppo della forza, della salute e dell’equilibrio oppure “Gru”, più alta e scattante, solitamente adottata da chi è convalescente dopo una malattia o non è comunque nel pieno della sua forza fisica.

Dopo il saluto, la prima posizione che viene esercitata è quella con le gambe divaricate, detta del “Cavaliere” o “Grande Montagna”, che va ad esercitare appunto la stabilità ed il radicamento, aprendo l’articolazione coxo-femorale ed allungando la schiena.
La seconda posizione è quella che viene solitamente utilizzata come momento di transizione dinamica da una posizione statica ad un’altra ed è detta “60-40” per via della distribuzione del peso corporeo sui piedi, ovvero 60% sul piede posteriore e 40% sul piede anteriore. Si passa poi alla posizione detta “Arco e Freccia”, detta anche “70-30” perché il peso passa al 70% sul piede anteriore ed al 30% sul piede posteriore, avendo cura di rilassare l’inguine interno e di fare in modo che il ginocchio anteriore non superi la linea dell’alluce.
Si passa poi alla posizione del “Serpente” spingendo sull’avampiede per tornare a “Montagna”, divaricando i piedi ed abbassando il bacino stendendo una gamba e flettendo il ginocchio dell’altra.

Queste prime posizioni possono essere allenate con esercizi specifici ed eseguite in sequenza per renderle ancora più efficaci.

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