Qi Gong – An Mo Gong – automassaggio dello Yin e Yang

Come dice il nome di questa serie di esercizi, l’An Mo Gong consiste in un automassaggio che il praticante esegue su sé stesso seguendo le linee dei meridiani e le posizioni degli agopunti secondo il flusso energetico dello Yin e dello Yang.

Anche in questo caso si tratta di una pratica semplice ma molto efficace nei suoi effetti, stimolando vitalità e salute ed aiutando ad affrontare eventuali malattie e squilibri organici.
Questa prativa va ad agire sia sui meridiani energetici principali, in relazione con organi e visceri, che sugli “otto canali meravigliosi”. Questi esercizi si fondano sul principio della Medicina Tradizionale Cinese secondo la quale malesseri e malattie sono causati da un problema della circolazione dell’energia vitale nei meridiani. Eventuali difetti, eccessi, stagnazioni del Qi in uno o più meridiani si ripercuotono sulla salute degli organi interni collegati al relativo canale energetico e – di conseguenza – su tutto il corpo.
Attraverso la pratica dell’An Mo Gong si va quindi a stimolare e riequilibrare la circolazione energetica, con l’obbiettivo di mantenere una buona salute. L’ideale sarebbe praticare questi esercizi in prima mattina, subito dopo il risveglio, in maniera da cominciare al meglio la giornata.

A differenza di quanto visto nella pratica della “Apertura delle nove porte”, la pratica dell’An Mo Gong comincia dall’alto, con delle percussioni operate con il palmo delle mani sulla calotta cranica, sulla nuca e sul collo, per stimolare l’addome ed il busto seguendo le linee verticali passanti per i capezzoli e poi le spalle, le braccia e le mani, sia sulla parte interna collegata allo Yin che sulla parte interna legata allo Yang.
Considerando quanto già detto sulla pratica della “Apertura delle nove porte”, è importante soffermarsi con le percussioni per un tempo maggiore sulle articolazioni di spalla, gomito e polso, rispetto all’azione sulle altre parti stimolate. Allo stesso modo, qualora si avverta una parte dolorante o bisognosa di una azione più intensa, si può dedicare a questa un numero maggiore di percussioni stimolanti. E’ bene comunque considerare che – specie se non si è particolarmente esperti, sulla linea dei tre meridiani Yin correnti all’interno del braccio è opportuno agire con minore intensità rispetto a quanto si può invece fare sui tre meridiani Yang correnti all’esterno dell’arto.

Terminata la stimolazione delle braccia si scende lungo la gabbia toracica sino all’addome e si agisce sul canale cintura, che è in relazione con tutti gli altri otto meridiani. Si passa poi a stimolare la zona del coccige, percuotendo in questo caso con il dorso delle mani, e poi si sale sulla zona dei reni.
Successivamente si passa ad agire sui meridiani delle gambe, anche in questo caso agendo con più intensità sulle articolazioni (anche, ginocchia e caviglie) e sui meridiani Yang rispetto ai meridiani Yin.
Terminate le percussioni sui canali energetici delle gambe si torna sull’addome e si eseguono dei massaggi circolari in corrispondenza del Dantian mediano con i palmi delle mani sovrapposti, prima in un senso di rotazione e poi al contrario.

In conclusione si passa a “Sigillare l’energia”, appoggiando il palmo delle mani sovrapposte sull’agopunto “Ki Kai” (“Mare dell’energia”) mantenendo la posizione eretta impegnando il minor numero possibile di muscoli, con i piedi paralleli tra loro alla larghezza delle spalle con il peso del corpo distribuito al 40% sull’avampiede e 60% sui talloni, come se si fosse seduti su uno sgabello, in maniera da “raddrizzare” la colonna lombare e non “svuotare” i reni. Gli occhi vanno socchiusi, rilassando anche i muscoli del volto, cercando di percepire le sensazioni che percepiamo dall’interno del nostro corpo.

Terminata questa fase di rilassamento, si sciolgono le gambe con dei blandi calci bassi ed una breve camminata, preferibilmente in cerchio.

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