Il “Palmo singolo” e “Palmo doppio” del Ba Gua Zhang

Come già affermato negli articoli precedenti, una delle caratteristiche delle Arti orientali è quella di procedere all’addestramento del praticante attraverso passaggi successivi, partendo da esercizi (apparentemente!) semplici che con l’aumentare dell’esperienza diventano gli elementi fondamentali di tecniche progressivamente più complesse. Questo aspetto è presente anche nelle Arti marziali interne come il Ba Gua Zhang o il Tai Chi Chuan, ed è evidente nella didattica delle Scuole che hanno mantenuto una impostazione tradizionale, come nel caso del “Vecchio Stile Fu”.

Come evidenziato nei diversi video didattici disponibili sulla piattaforma http://www.videocorsibaguazhang.it , nello studio del Ba Gua Zhang, il praticante analizza sia le modalità di spostamento con passi lineari o circolari, sia le tecniche che interessano il busto e gli arti superiori del corpo, completando la pratica con gli esercizi interni fondamentali, compresi nella serie del “Ba Gua Nei Gong” e con lo studio delle tecniche fondamentali, dette “Ji Ben Gong”.

Nell’ambito delle tecniche di braccia, il primo esercizio che viene affrontato è lo studio del “Palmo singolo” e del “Palmo doppio”. E’ bene sottolineare, come già fatto in precedenti occasioni, che anche quando – come in questo caso – il nome di un esercizio o di una tecnica fanno riferimento ad una parte specifica del corpo, ad essere coinvolto è comunque tutto il praticante, tanto nella sua componente fisica che emotiva, energetica e psicologica. Solo per non essere ripetitivi non verranno quindi riproposti – se non quando ritenuto opportuno – gli avvertimenti a sincronizzare i movimenti con la respirazione, tenere lo sguardo all’orizzonte, le spalle rilassate, il baricentro basso, le ginocchia correttamente posizionale, il coccige piombato e l’articolazione coxo-femorale aperta, ma questi vanno sempre tenuti a mente e sempre considerati validi.

Nella esecuzione del “Palmo singolo”, mentre un braccio è piegato con la mano al fianco, l’altro si stende in orizzontale con la mano aperta con un movimento energico come se spingesse qualcosa in avanti, mentre i piedi sono paralleli tra loro ad una larghezza pari a circa una volta e mezza quella delle spalle. Nella esecuzione del “Palmo doppio” il movimento è simile al precedente, ma a muoversi sono entrambe le braccia che insieme eseguono un movimento alternato di estensione in avanti e contrazione indietro. Nella esecuzione di questi esercizi, si enfatizza l’espirazione durante l’estensione delle braccia, mentre si inspira quando le braccia vengono ritirate.

Appare evidente la applicazione marziale di questo esercizio, che nella sua fase di espansione applica una tecnica di percussione portata con il tallone delle mani corrispondenti al braccio in estensione. Altre applicazioni possono essere evidenziate analizzando il movimento di contrazione del braccio, che può essere tanto una protezione della zona al di sotto della cassa toracica che una percossa di gomito potata contro l’addome di un avversario alle nostre spalle. Ancora, il movimento di incrocio degli avambracci davanti al busto, nel passare dalla espansione alla contrazione durante la esecuzione del “Palmo doppio” può essere tanto una tecnica di liberazione da presa ai polsi che una tecnica di “legamento” e successiva immobilizzazione e leva articolare sul braccio di un avversario che attui una presa al bavero.

Ma – come già detto in precedenza – nello studio del curriculum tecnico di Scuole tradizionali come quella del “Vecchio Stile Fu”, all’aspetto marziale “Wu” si affianca sempre quello del benessere “Wen”, quindi questi esercizi hanno anche l’obbiettivo di stimolare la produzione e la circolazione delle energie intrinseche “Jing”, di pulire le vie aeree superiori attraverso le brusche espirazioni, di tonificare gli organi interni, un particolare fegato e gli occhi, e di mobilizzare le articolazioni superiori.

Anche in questo caso, alla conclusione della sessione di pratica possono essere eseguiti gli esercizi utili a rilassare Corpo, Mente e Spirito, riequilibrando eventuali scompensi: prima delle rotazioni delle gambe con un tallone sollevato, poi una camminata sul posto che stimola l’agopunto “Yong Quan” (“Fonte zampillante”) sotto la pianta del piede, infine lo scuotimento del piede a gamba stesa per stimolare e mobilizzare la caviglia preparandola alla esecuzione dei passi “Ko Pu” e “Pai Pu” , fondamentali nella pratica del Ba Gua Zhang, per poi passare aille oscillazioni delle braccia ed alle torsioni del busto, utili anche ad espellere le “energie perverse”.

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