“Afferrare il passero per la coda”, le quattro tecniche fondamentali del Tai Chi

Afferrare il passero per la coda” è una forma molto particolare nel panorama del Tai Chi Chuan, perché nella sua esecuzione vengono applicati quattro “forze primarie” e quattro principi fondamentali di questa disciplina.

Proprio per questo motivo, aldilà di alcune piccole differenze esteriori, questa forma è conosciuta ed eseguita nel curriculum di studio di tutte le Scuole e Stili di Tai Chi Chuan ed è quindi compresa tra le 37 forme codificate che costituiscono la “base” su cui poi vengono strutturate sequenze ed esercizi più complessi.
La pratica corretta e costante di questa forma consente non solo lo sviluppo dei “Jing”, le forze interne ed esterne prodotte dalla pratica del Tai Chi Chuan, ma consente di sperimentare l’applicazione pratica dei principi applicativi di “Peng” (espandere, parare, aderire), “Lu” (tirare indietro ruotando il busto), “Ji” (premere oppure pressare) e “An” (respingere), oltre che la loro valenza simbolica.

Questi quattro principi sono , tra gli altri casi, quelli più utilizzati nella pratica a coppie del “Tui Shou”, che consente di studiare con un partner il modo tanto di applicare che di neutralizzare le tecniche del Tai Chi Chuan sia “trasformando” che “cedendo” o “applicando” la nostra energia tramite quelle che solo in apparenza sono spinte o trazioni. La pratica di questa forma, con le sue variazioni di intenzione e di direzione della azione di chi la esegue, consente innanzi tutto di comprendere l’importanza di una corretta postura e di un idoneo radicamento al terreno, condizioni essenziali perché l’esecuzione coinvolga tutto il corpo e non solo alcune parti di questo. Di fondamentale importanza è l’utilizzo del bacino, non solo in “Tirare ruotando”, dove pure il movimento di torsione trova la sua più evidente espressione, ma in tutta l’esecuzione, considerando anche l’importanza di una corretta stimolazione ed “apertura” della articolazione coxo-femorale, che a sua volta consente un corretto abbassamento del baricentro ed un opportuno stiramento della colonna vertebrale.
Queste condizioni, studiate nella pratica della forma a solo, vedono evidenziata la loro importanza nelle applicazioni marziali, che nel caso di questa forma comprendono una ampia gamma di situazioni e – soprattutto – di “intenzioni” di chi la applica. A solo titolo di esempio, essendo le applicazioni possibili praticamente infinite, possiamo dire che con “Peng” il praticante non solo intercetta un attacco diretto ma “aderisce” all’attaccante in maniera sia da limitare i suoi movimenti offensivi che i suoi spostamenti, guadagnando una posizione che gli permette poi di squilibrarlo o applicare una percussione. Con “Lu” si attua non solo una intercettazione / deflessione di un attacco diretto a livello mediano ma soprattutto una leva articolare che applicata sull’arto dell’attaccante, consente di immobilizzarlo o provocargli dolore. “Ji”, detta anche “tre cuori” è una tecnica di pressione applicata a livello medio-alto utilizzando non solo la forza muscolare delle braccia ma tutta l’energia cinetica ottenuta dallo spostamento corporeo. Alla stessa maniera, “An” consente non solo di liberarsi da una presa alta (tipicamente alle spalle o alle braccia) ma anche di squilibrare e/o proiettare il nostro avversario, sempre utilizzando l’energia sviluppata dai nostri movimenti a spirale e dallo spostamento del nostro corpo.

Ciascuna di queste quattro azioni, per essere realmente efficace, deve essere curata anche nei minimi particolari, a partire dalla postura e dalla posizione dei piedi – che nello studio di base è quella detta “70 – 30” oppure “Arco e Freccia” studiata nel Tom-Ma. Altrettanto importante è il rispetto delle cosiddette “tre armonie esterne”, ovvero il collegamento a livello fisico (ma non solo!) tra poli e caviglie, gomiti e ginocchia e spalle e anche ed il corretto “rilassamento attivo” del corpo, in modo da far lavorare in maniera adeguata i tendini senza eccessive tensioni muscolari.

L’analisi di questa forma, come di tutte le 37 forme comprese nel curriculum didattico di base del Tai Chi Chuan del Vecchio Stile Fu, delle loro particolarità esecutive e delle loro applicazioni è compreso nel programma dei video didattici presenti sulla piattaforma www.videocorsitaichitradizionale.it dove viene descritto sia il modo di esecuzione statico (detto tradizionalmente “mantenere la forma per sedici respiri”) per curare la postura e la consapevolezza corporea, in maniera da sviluppare poi il cosiddetto “movimento spontaneo”. Si passa poi all’analisi della forma nella sua esecuzione dinamica, con la presentazione di eventuali esercizi specifici.

Lascia un commento