Cos’è il Tai Chi Chuan

Il Tai Chi Chuan è noto nel mondo occidentale come una Arte marziale che offre importanti effetti benefici per la salute ed il benessere a praticanti di tutte le età.

Attraverso i suoi movimenti lenti e fluidi, il praticante impara a conoscersi meglio, sia mentalmente che fisicamente, sciogliendo ed eliminando contratture e blocchi energetici, acquisendo intuito, chiarezza, creatività e serenità. La pratica del Tai Chi Chuan rilassa il corpo e favorisce la circolazione energetica e sanguigna, rafforza i muscoli, i tendini ed elasticizza le articolazioni, sviluppa la concentrazione e la consapevolezza del proprio corpo, rafforza il cuore ed i polmoni e permette di alleviare fatica, tensione e stress.

Il termine “Tai Chi Chuan” (scritto anche Taiji quan) può essere tradotto come “Pugilato della suprema polarità” e trova la sua origine nei classici della letteratura cinese, specialmente di ispirazione taoista. In uno di questi testi si legge. “Nei cambiamenti, c’è il Tai Chi che genera i Due Principi (Liangyi); i Due Principi generano le Quattro Immagini (Sixiang); le Quattro Immagini generano gli Otto Trigrammi (Pa Kua)”

A seconda del contesto il termine “Tai Chi” può significare “supremazia, assolutezza, unicità”; Nella definizione del Tai Chi Chuan viene impiegato riferendosi al concetto di superiorità da cui derivano successive differenziazioni, poiché il Tai Chi Chuan si ispira al continuo ciclo Yin – Yang, cambiando continuamente da un principio all’altro nei movimenti che contengono vuoto e pieno, adattandosi ai movimenti altrui lungo direzioni principalmente circolari.

L’ideogramma 太 può essere tradotto come “grande, enorme, supremo”, rappresenta graficamente un uomo in piedi con le braccia aperte (immaginate un pescatore con le braccia spalancate per indicare quanto grande sia il pesce che ha pescato) ed è in realtà composto da tre caratteri singoli.
Il primo è una linea diritta orizzontale 一 che indica “uno”.
Il secondo carattere è il cinese 人“Ren”, che rappresenta un essere umano stilizzato in posizione eretta e che si può tradurre appunto come “persona”, mentre il terzo è un punto nella parte inferiore del secondo carattere, ad indicare la “centratura”.

Chi a questo punto ricordi i frequenti ammonimenti a mantenere basso il proprio baricentro durante la pratica, a non far uscire il peso del corpo dall’area delimitata dai piedi ed a sviluppare il “terzo piede”, troverà quindi conferma di questi consigli (semmai ce ne fosse bisogno!) nella etimologia grafica di questo carattere

L’ideogramma 極 viene letto come “Chi” o “Ji”, viene invece tradotto come “estremo, massimo, lontanissimo” ed ha una composizione grafica altrettanto interessante. Il radicale alla sua sinistra è infatti quello che rappresenta un albero stilizzato ed indica genericamente anche il legno. Questo ideogramma indicava in origine la sommità di una tenda da campo, ovvero la trave o il palo orizzontale dove si incontrano in alto i due o più lembi che componevano la tenda stessa. Più tardi nel tempo il concetto venne allargato ed il carattere passò ad individuare in generale “oggetti che si uniscono” e venne quindi impiegato per indicare anche intersezioni di strade o binari ferroviari.

Entrando più nel dettaglio, il carattere Ji è composto – come detto – da un radicale a sinistra 木 che indica un albero, e nello specifico, un albero di pino, indicando la abilità ad essere rilassati come un albero di pino ma anche la capacità di essere radicati al suolo e trarre nutrimento dalla Terra per crescere robusti e flessibili verso il Cielo.

Più complessa la parte destra dell’ideogramma, composta dal radicale di “bocca” a sinistra e da quello di “mani”o “braccia”a destra, compresi tra due linee orizzontali e separati da una linea verticale. Si può leggere questo carattere come l’indicazione che bocca e mani si “bilancino” tra loro nel loro operare sotto il Cielo e sopra la Terra. Si noti che poco sopra i caratteri di “bocca” e “mani” è presente un ulteriore tratto orizzontale, ad indicare che il loro operato deve essere rivolto ben più alla terra che al cielo.

Questo passaggio sarebbe da stimolo ad altre, ulteriori riflessioni. Essere sempre pronto e sempre in grado di fare con le mani ciò che si dice con la bocca e spiegare con la bocca ciò che si fa con le mani è caratteristica dell’uomo retto, equilibrato e giusto. Alla stessa maniera, uno scorretto uso della bocca può portare a trascendere con le mani (quante lotte per una parola di troppo) così come un improprio gesto può portare a doverci discolpare davanti a chi abbiamo offeso.

Quindi possiamo rendere il concetto di Tai Chi come “Una persona centrata tra Terra e Cielo capace di essere stabile come un albero, flessibile come i rami di pino ed in grado di agire e parlare in modo adeguato alle circostanze che vive nella sua vita terrena”.

Altrettanto interessante è l’ideogramma 拳 che viene letto come “Chuan” o “Quan” e si traduce come “pugno” o “pugilato”. A livello grafico il carattere è una combinazione fono-semantica, con un componente che indica il “suono” della parola, e un radicale 手 con il significato di “mano”. Interpretazioni forse più fantasiose e meno scientifiche, vedono nel segno superiore la stilizzazione dell’elmo decorato indossato dai soldati sul campo di battaglia, indicando così estensivamente l’impiego ai fini di combattimento militare della mano sottostante.

Per quanto l’ideogramma venga usualmente utilizzato nel significato sopra indicato, è opportuno notare che è presente anche in “Quan Quan” traducibile come “onesto” o “sincero”, in “qíngquánhézhaàng” per indicare le mani che si uniscono nel classico gesto orientale di rispetto e obbedienza ed in “luōbìxuānquán”, traducibile come “rimboccarsi le maniche e scoprire i pugni” ovvero essere impaziente di cominciare.

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