XV° Stage Tecnico Nazionale di Lignano, torna l’appuntamento annuale della Wudang Fu Style Association

Puntuale come ogni anno, la fine di settembre è segnata dallo Stage Tecnico Nazionale della Wudang Fu Style Association, un appuntamento che si ripete oramai da quindici anni con un crescente successo in termini di numero dei partecipanti e della loro qualità tecnica. Anche quest’anno lo Stage si svolgerà a Lignano, presso il Villaggio Ge.Tur. struttura che offre spazi di pratica diversificati, accoglienza comoda e possibilità di godere di servizi accessori in grado di rendere i giorni dello stage non solo una preziosa occasione di crescita tecnica, ma anche una piacevole e rilassante vacanza.

Lo Stage sarà diretto dal Sifu Severino Maistrello, della terza generazione dell’Old Fu Style e – come previsto dal regolamento tecnico della WFSA – è aperto a tutti gli iscritti alla associazione ed obbligatorio per tutti gli insegnanti che intendono mantenere la qualifica tecnica. Personalmente trovo questo appuntamento una occasione di crescita tecnica e personale più unica che rara, e consiglio a tutti di parteciparvi, a prescindere dalla propria esperienza tecnica o dall’obbligo regolamentare, per i motivi che proverò ad esprimere di seguito.
Come sa bene chi ha già partecipato alle precedenti edizioni, lo Stage Tecnico Nazionale si svolge con la impostazione tradizionale del “Gasshuku”, incontro durante il quale i partecipanti hanno la possibilità di stare a contatto diretto e continuo tra loro e tra i loro insegnanti, praticando, mangiando e dormendo tutti insieme nello stesso luogo. Questa impostazione, oltre a confermarsi di notevole utilità per la organizzazione delle sessioni di pratica e degli appuntamenti che caratterizzano la vita della Associazione (assemblea generale dei Soci, riunione con gli insegnanti tecnici, revisione esami della sessione primaverile, ecc.), offre la possibilità di cementare i rapporti personali e vivificare lo spirito di una Scuola che non si basa solo su una asettica e spersonalizzata trasmissione di tecniche ma si fonda, oggi come in passato, su un rapporto vivo e pulsante tra tutti i suoi membri, dal più esperto al principiante.

Lo Stage Tecnico diventa così un momento di “scambio”: scambio di tecniche e di conoscenze pratiche senza dubbio, ma anche scambio di emozioni e di sentimenti, di saluti tra amici che vivono lontani e di confidenze tra chi si incontra ogni settimana e che pure rivitalizza questo rapporto in uno scenario diverso ed unico come quello offerto da una pratica continua e condivisa. Lo Stage Tecnico è anche il momento in cui gioire del lusinghiero bilancio della stagione appena trascorsa culminato con la “Open Tai Chi Europa Cup Competition” dei primi di giugno, di confrontarsi con le novità burocratiche e legislative e di prepararsi alle nuove sfide dei prossimi mesi, che vedono consolidarsi prestigiosi appuntamenti ed importanti collaborazioni nazionali ed internazionali, a ulteriore conferma della bontà della impostazione della Scuola diretta dal M° Severino Maistrello, allievo diretto del M° To You il caposcuola che ha trasmesso gli insegnamenti ed i principi dell’Arte di Fu Chen Song.

Come risulta evidente dal programma dei tre giorni di incontro, lo Stage Tecnico Nazionale è un momento formativo prezioso soprattutto per gli insegnanti, che hanno la possibilità di effettuare una revisione delle conoscenze già acquisite e di apprenderne altre. Personalmente credo che questo aspetto sia a volte sottovalutato da chi vorrebbe vedere sempre e solo “cose nuove”, dando per scontato e consolidato ciò che si crede di conoscere. Ritengo invece opportuno che una Scuola si preoccupi che il proprio corpo insegnante abbia una didattica omogenea e condivisa, e che – fatte salve le ovvie ed auspicabili differenze individuali nel modo di trasmettere la propria conoscenza agli allievi – tutti gli insegnanti si basino su un programma didattico comune, al fine di evitare perniciosi personalismi e derive individualistiche. Sia ben chiaro, lo scopo di una Scuola non è quello di creare tante “fotocopie” del Fondatore o del Capo scuola, perché questo significherebbe condannarla ad una forse lenta ma certamente inesorabile estinzione, stante il fatto che nessuna copia, per quanto accurata, potrà mai essere all’altezza dell’originale. Lo scopo della Scuola è invece quello di assicurare la trasmissione dei suoi principi e del suo curriculum tecnico e fare in modo che ciascun allievo possa “abbeverarsi alla stessa fonte” degli altri. Ben vengano quindi, a mio parere, le correzioni anche dei più piccoli particolari, a torto considerati insignificanti e spesso invece vere e proprie fondamenta dell’Arte, ben vengano le possibilità di confrontarsi con altri insegnanti e con le loro esperienze, le loro capacità didattiche, i loro “trucchi del mestiere” in un clima di fraterna collaborazione.

Credo che questo aspetto sia particolarmente importante anche oggi, che la tecnologia ci mette a disposizione strumenti didattici neppure lontanamente paragonabili a quelli disponibili anche solo pochi anni fa, come nel caso della piattaforma che rende disponibili in streaming i video didattici dei programmi di Tai Chi Chuan, Ba Gua Zhang e Chi Kung dell’Old Fu Style. E questo proprio per evitare di cadere nella trappola di considerare la crescita personale un percorso a senso unico, in cui si può solo (ap)prendere senza dare; viceversa, alla possibilità offerte dalla multimedialità digitale, va necessariamente – anzi, direi doverosamente – affiancato un approccio “tradizionale”, in cui si incontrano, si confrontano e si comprendono (nel senso etimologico del termine) insegnanti ed allievi, principianti e esperti, persone diverse ma con una passione comune, pronte a scambiarsi impegno e sorrisi, sudore e suggerimenti, attenzione e amicizia, ingredienti fondamentali ed insostituibili di una pratica fruttuosa e cemento ideale di una Scuola di successo.

Si tratta di momenti difficili da restituire a parole, quasi impossibili da fermare in uno scatto fotografico da pubblicare subito dopo sui social media, eppure altrettanto presenti ed importanti quanto quelli più immediatamente visibili. Alcuni durano per tutto lo Stage Tecnico, a volte rinnovandosi anno dopo anno, altri sono più brevi, una manciata di secondi, il tempo di un saluto, l’attimo di una occhiata, il gesto di una mano, ma non è il tempo che ne misura l’intensità, per fortuna.

Così, sono certo, anche quest’anno, domenica primo ottobre, salutati il Maestro Severino ed i suoi assistenti, i ragazzi della segreteria organizzativa ed il personale del Villaggio Ge.Tur. gli insegnanti ed i tanti partecipanti allo Stage prenderò la via di casa stanco ma felice, pronto – come tutti gli altri presenti – ad affrontare con entusiasmo gli impegni e le sfide del prossimo anno accademico.

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