I Principi fondamentali delle Arti Interne (terza parte)

Concludiamo l’analisi di alcune tra le frasi più note ai praticanti delle Arti marziali interne, che riportano i principi su cui si fondano queste discipline dalla storia secolare.

7) Coordinare la parte inferiore del corpo con la parte superiore
(Shang Xia Xiang Sui, shàng xià xiāng suí, Shang hsia hsiang sui, 上下相随)

Coordinare (Sui) tutte e due (Hsiang) le parti del corpo, ovvero far si che la parte superiore del corpo (Shang) si muova in sintonia con quella inferiore (Hsia), e viceversa. Si tratta di uno dei principi più noti del Tai Chi Chuan, e senz’altro di uno dei primi al rispetto del quale viene ammonito chi si accosta alla pratica dell’Arte. Da questo principio si sviluppa un altro noto ammaestramento, ovvero quello che insegna che: “La forza interna (Chin) ha la radice nei piedi, si sviluppa nelle gambe, è controllata dalla vita e si manifesta nelle dita delle mani”. Ogni parte del corpo deve muoversi in sincronia con le altre, e quando le mani, il bacino ed i piedi si muovono insieme, anche gli occhi seguono l’azione. Se anche una sola parte del corpo si muove in maniera disordinata, il risultato sarà una azione confusa e disordinata.

8) Armonizzare la parte esterna con quella interna
(Nei Wai Xiang He, nèi wài xiāng hé, Nei wai hsiang ho, 内外相合)

Nella pratica del Tai Chi Chuan uno degli obbiettivi principali è favorire lo sviluppo dell’energia spirituale (Shen), tanto che un detto afferma che: “Lo spirito è il comandante e il corpo è il servitore” cosi se sviluppiamo il nostro spirito i nostri movimenti diverranno naturalmente agili. Per quanto a volte la pratica possa sembrare complicata, le posture da assumere non sono altro che un susseguirsi di posizioni “vuote” e “piene”, di aperture e chiusure. Quando si parla di “aperture” o “chiusure”, non bisogna limitarsi a controllare le posizioni di mani e piedi, ma deve essere coinvolta anche la mente e lo Spirito, che deve “dirigere” l’azione. Quando riusciamo a far diventare una unica unità “interno” ed “esterno”, allora il nostro lavoro potrà dirsi riuscito.

9) Muoviti senza interruzione
(Xiang Lian Bu Duan, xiāng lián bù duàn, Hsiang lien pu tuan, 相连不断)

Le Scuole “esterne” utilizzano una energia (Jin, jing, Chin) grossolana, detta del “Cielo Posteriore, che è l’insieme delle energie post-natali, quelle energie che costantemente rinnovate ed arricchite tramite la respirazione e la nutrizione hanno il compito di sostenere l’essere vivente fino alla morte. Si tratta quindi di una energia finita e limitata, la cui consistenza deve essere costantemente rinnovata e che è soggetta a cali, interruzioni e limitazioni. In un confronto si può essere facilmente sconfitti, se la vecchia energia si è oramai consumata e quella nuova non è ancora nata. Nella pratica del Tai Chi Chuan si deve usare l’intenzione mentale (Yi) e non la forza muscolare (Li) e dal principio sino al termine della pratica il movimento deve essere continuo, circolare e senza interruzioni.
Nei Classici è detto che il movimento deve essere: “come lo scorrere continuo di un grande fiume” e la circolazione della energia (Jin, jing, Chin) deve essere simile “allo srotolarsi di un filo di seta dal bozzolo su cui è avvolto”. L’uno e l’altro esempio evidenziano come il movimento devono inoltre essere coordinati, continui e sincronizzati tra loro.

10) Muoviti con tranquillità (cerca l’immobilità nel movimento)
(Dong Zhong Qiu Jing, dòng zhōng qiú jìng, Tung chung chiu ching., 动中求静)

I praticanti degli stili “esterni” utilizzano tutta la loro energia per compiere salti, proiezioni ed altri movimenti acrobatici, così alla fine dell’azione sono affannati ed ansimanti. Nel Tai Chi Chuan si usa l’immobilità per controllare il movimento e anche se uno si muove è come se fosse fermo, per questo nella esecuzione della Forma, più lenti si pratica e meglio è. Se ci si muove lentamente, il respiro è lungo e profondo e l’Energia Vitale (Chi) affonda nel Tantien. Inoltre una pratica lenta evita gli effetti dannosi dovuti da un battito cardiaco troppo veloce. Gli studenti devono essere attentamente istruiti perché comprendano questo principio, in modo da poterne comprendere il reale significato.

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