Il Nei Gong degli otto trigrammi per la pratica del Ba Gua Zhang (prima parte)

Come già scritto più volte in precedenza, la pratica delle discipline interne offre la possibilità di lavorare sia sull’aspetto marziale “Wu” che su quello di benessere “Wen”. E’ difficile è tutto sommato inutile discutere dove finisca un aspetto e dove cominci l’altro; come bene insegna la stessa figura del Taijitu, tutto si svolge senza soluzione di continuità e non è possibile l’esistenza di un aspetto senza quella del suo complementare.

Anche la pratica del Ba Gua Zhang quindi, pur avendo evidenti e riconosciuti fondamenti marziali, non può che trarre giovamento dalla esecuzione degli esercizi di Nei Gong che stimolano la produzione e la distribuzione dell’Energia interna. Ciascuna disciplina ha i suoi esercizi di Nei Gong che, come è facile immaginare, si rifanno ai principi fisici, filosofici e spirituali della disciplina stessa. Nel caso del Ba Gua Zhang del vecchio stile Fu, il curriculum di studi comprende il Nei Gong degli otto trigrammi e degli otto animali, che permettono di lavorare all’interno del nostro corpo e sul fondamento pratico dell’Arte.
In particolare, il Nei Gong degli Otto Trigrammi richiama direttamente lo “I Ching”, antico testo sapienziale cinese, a torto conosciuto da molti come una specie di oracolo, ma che invece contiene una sapienza millenaria espressa sulla base delle 64 possibili combinazioni ottenute dall’unione in coppia di otto trigrammi. Sono proprio questi trigrammi, identificati con il nome di Cielo, Acqua, Montagna, Tuono, Vento, Fuoco, Terra, Lago, composti da linee intere Yang e spezzate Yin, che sono alla base pratica e filosofica del Ba Gua Zhang (e non solo)

Il Nei Gong degli Otto Trigrammi comprende quindi otto esercizi, ciascuno dei quali identificato con il nome di un trigramma, a cui principio si ispira nella esecuzione pratica.

L’esercizio del Trigramma Cielo è in relazione con la testa. Stimola e rinforza la circolazione del Chi in tutto il corpo ma principalmente nel cervello e nel dorso. Idealmente questa pratica consente di assorbire l’energia dal Cielo, farla entrare nel nostro corpo attraverso il punto Bai Hui alla sommità del capo e farla uscire verso la Terra dal punto Hui Yin nel perineo, con le braccia verticali ed in linea con le orecchie. Nella esecuzione di questo esercizio è importante “stirare” la colonna vertebrale, percui quando si sollevano le braccia si spinge la testa verso l’alto mentre si porta il bacino verso il basso, in modo che i due movimenti siano tra loro complementari. Questa pratica di estensione e compressione della colonna vertebrale, oltre a elasticizzare e mobilizzare la spina dorsale, contribuisce notevolmente alla produzione ed alla distribuzione della Energia interna.

Nel Trigramma Acqua le braccia eseguono un movimento sostanzialmente orizzontale, in maniera complementare a quanto effettuato nel trigramma Cielo. In questo esercizio accogliamo il Chi come se lo raccogliessimo con un ampio movimento delle mani, per poi farlo giungere ai Reni facendolo entrare dai punti dell’addome al fianco dell’ombelico. Nella esecuzione di questo esercizio hanno particolare importanza i punti Lao Gong sul palmo delle mani che passano dall’addome alla zona lombare, giungendo quasi a poggiarsi sulla Porta dell’Essenza mentre il busto si piega leggermente in avanti.

L’esercizio del Trigramma Montagna comprende un movimento delle braccia simile a quello del trigramma Cielo ed un piegamento del busto come quello del trigramma Acqua. Può essere interessante – come pratica personale – analizzare gli eventuali concatenamenti e connessioni tra i vari esercizi ed i relativi trigrammi; ad esempio, in questo caso potremmo vedere una relazione nel fatto che la Montagna sale verso il Cielo, così come il fatto che la maggior parte delle sorgenti dei fiumi sono proprio in montagna. Questo esercizio favorisce la longevità, richiamando il modo di dire “Eterno come le montagne”, stimola la produzione dello Yang Chi e va a lavorare sulla zona addominale e lombare. Nella esecuzione dell’esercizio, con il busto piegato in avanti, si aprono le scapole e la zona del busto mantenendo le braccia stese con i palmi delle mani verso il basso, come per ricevere l’energia dalla Terra attraverso il punto Lao Gong.

L’esercizio del Trigramma Tuono stimola, armonizza e purifica il Chi del Fegato e prevede ancora un piegamento del busto in avanti come nel trigramma Acqua, ma a differenza di questo, le braccia sono chiuse con i gomiti che vanno verso le ultime costole della gabbia toracica, per poi aprirsi con i palmi delle mani verso l’alto come per offrire qualcosa a chi ci sta di fronte.
Nella esecuzione di tutti gli esercizi è importante porre sempre attenzione alla apertura del Qa nella articolazione coxo-femorale e curare particolarmente la correttezza delle posture statiche e della esecuzione dei movimenti, perché solo così si riuscirà ad agire efficacemente sui punti energetici coinvolti dagli esercizi.
Normalmente nelle posizioni statiche si trattiene il respiro; nel caso in cui si voglia mantenere ciascuna posizione per più tempo, la respirazione deve essere naturale, con la lingua poggiata sulla sommità del palato. A livello didattico ciascun esercizio dovrebbe essere eseguito per otto volte; qualora si disponga di più tempo per la pratica è bene comunque effettuare ripetizioni per multipli di otto.

Come già evidenziato negli articoli precedenti, è bene ancora una volta ribadire che morbido e rilassato non significa passivo e inerte, nella esecuzione di questi esercizi il praticante deve essere simile ai rami di un salice, flessibile nel suo essere radicato, utilizzando quando necessario la forza di gravità, mai sforzandosi in posizioni estreme e neppure impigrendosi in posture troppo comode, sempre percependo quali siano i muscoli ed i tendini impegnati in modo da visualizzarne l’impegno e il “rilascio”, ben consapevole del “qui e ora” che sta vivendo, in maniera da calmare, stimolare ed equilibrare tanto il Qi interno che la mente, il corpo e lo spirito per prevenire le malattie, rimanere in una condizione di benessere e sviluppare le proprie capacità.
Come in tutte le tecniche delle discipline interne , se un buon insegnante è necessario, la consapevolezza del praticante è indispensabile; la pratica attenta e cosciente, l’attenzione alle risposte fisiche ed emotive il nostro corpo e la nostra mente ci forniscono valgono quanto e più delle informazioni che possiamo trovare in libri e trattati. Il tempo e l’intensità della pratica deve essere stabilito con attenzione e consapevolezza, in maniera da ottenere i risultati migliori senza rischio di strappi o dolori dopo la pratica.

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