Il metodo della pratica delle discipline interne tradizionali

Come per tutte le Arti, marziali o no che siano, ogni Stile ed ogni Scuola ha le sue caratteristiche, sviluppate sulla base delle peculiarità del luogo di pratica (montagnoso piuttosto che lacustre o pianeggiante, ad esempio), delle intuizioni del fondatore o degli obbiettivi che si intendono raggiungere.

Nella pratica delle discipline interne come il Tai Chi Chuan, il Pa Kua Chang o il Tao Yin Chi Kung vi sono comunque delle caratteristiche comuni ai vari stili, che possono essere considerate come una sorta di “tratto distintivo” del Tai Chi Chuan a prescindere dallo Stile o Scuola di riferimento. La prima di queste caratteristiche comuni è che la pratica prevede esercizi individuali ed esercizi a coppia. Sia gli esercizi individuali che quelli a coppia poi possono essere eseguiti a mani nude o impiegando le armi tradizionali comprese nel curriculum di ciascuna Scuola. Nel campo degli esercizi individuali sono compresi gruppi di esercizi con specifici obbiettivi come nel caso del “Chan Ssu Chin” o delle “Nove Perle”, ed esercizi a valenza più generale.

Tra questi esercizi c’è la serie del Pa Tuan Chin o degli “Otto pezzi di broccato, che viene utilizzata in molte Scuole di arti marziali cinesi sia per la sua efficacia in termini di benessere che per esercitarsi in specifici movimenti a valenza marziale. Con obbiettivi simili viene praticata anche la serie del “Tom Ma”, che comprende degli esercizi mirati a far assumere al praticante delle posizioni statiche ispirate al mondo animale.

Sempre nel novero degli esercizi individuali, ciascuna Scuola ha nel suo curriculum una o più “Forme”, ovvero una sequenza prestabilita di movimenti, da eseguirsi a mani nude o impiegando le armi tradizionali. La “Forma” ha come scopo principale (ma non unico…) di consentire al praticante di eseguire una serie di movimenti codificati, in modo da sperimentare la espressione pratica dei Principi dell’Arte. L’apprendimento della esecuzione pratica della tecnica e l’esecuzione corretta della Forma non è quindi il “fine” esclusivo della pratica, quanto piuttosto un “mezzo” per apprendere i principi che sono alla loro base.

Nel curriculum di studi del Tai Chi Chuan del Vecchio Stile Fu, le forme che vengono studiate sono la Forma 8, forma 12, forma 24, forma 88 o forma lunga. Tra queste, mentre la “Forma 24” è una sequenza generalmente condivisa anche da Scuole che si rifanno a Stili diversi, le restanti Forme sono esclusive del Vecchio Stile Fu. Inoltre, mentre nel caso delle Forme 8, 12 e 24 il numero indica essenzialmente il numero di tecniche compresi nella Forma stessa, nel caso della forma lunga il numero 88 va inteso come “8 volte 8” ovvero 64, il numero degli esagrammi che si possono comporre a partire dagli otto trigrammi del Pa Kua.

Sempre relativamente alla Forma Lunga, la parte pubblica è tradizionalmente suddivisa in tre parti, rispettivamente indicate come “Forma Terra”, “Forma Uomo” e “Forma Cielo”, che vanno a lavorare aspetti specifici della tecnica.

Come è facile immaginare, una disciplina antica come il Tai Chi Chuan ha nel suo  curriculum moltissime tecniche, ma i principi su cui queste si basano sono tradizionalmente otto (un numero – come si vede – ricorrente), quattro principali e quattro secondari. I primi sono “Aderire/Parare”, “Tirare e ruotare”, “Premere” e “Spingere”, compresi nella tecnica conosciuta come “Afferrare la coda del passero”, i secondi sono “Dividere”, “Tirare in Basso”, “Colpo di Gomito” e “Colpo di Spalla”. Questi otto principi, insieme ai cinque spostamenti (avanti, indietro, a destra, a sinistra e fermo al centro) costituiscono le cosiddette “tredici tecniche” fondamentali del Tai Chi Chuan.

Quale che sia la Forma praticata, ferma restando la sequenza delle tecniche in esse compresa, nella esecuzione possono essere adottate diverse modalità, in funzione dell’esperienza del praticante e degli specifici obbiettivi che si vogliono raggiungere; una pratica lenta e fluida è più adatta a lavorare sull’aspetto “Wen” di benessere, mentre una esecuzione più energica è indicata per l’aspetto “Wu” marziale. Alla stessa maniera, le sequenze di movimenti possono essere eseguite a tre altezze rispetto al terreno, rispettivamente indicate come “Pratica Gru”, più alta e indicata per persone anziane o convalescenti; “Pratica Tigre”, ad altezza media e più energica e vigorosa e “Pratica Serpente”, ad una altezza più bassa e con movimenti più scattanti e circolari. Una volta apprese correttamente le Forme prima citate, nel curriculum del vecchio stile Fu è previsto lo studio di altre forme, che vanno ad esplorare aspetti più avanzati della pratica, come nel caso dello Liang Yi Chuan o del Tai Chi dei Palmi Fulminanti.

Come detto, oltre alla pratica di esercizi individuali, la pratica prevede esercizi di spinta e assorbimento in coppia, tradizionalmente indicati come “Tui Shou” o “Tui Sao”, che ha tra gli obbiettivi lo sviluppo di stabilità, sensibilità, reattività, senso della distanza e tempismo, qualità racchiuse nei quattro termini “Ting” (percepire, sentire), “Wa” (adattarsi ed armonizzarsi con il partner), “Na” (controllare il partner) e “Fa” (emettere l’energia). All’inizio la pratica è collaborativa, e ciascuno dei due partner è “specchio” dell’altro; con il progredire della esperienza gli esercizi possono essere sempre meno collaborativi e dare vita a delle gare competitive, in cui un concorrente cerca di squilibrare l’altro, rimanendo con i piedi fissi oppure muovendoli. Nell’esecuzione del “Tui Shou” non si dovrebbe usare la forza muscolare, ma piuttosto utilizzare sensibilità e tempismo per percepire i punti di squilibrio del partner ed utilizzarli a proprio vantaggio.

Come già detto, ogni esercizio compreso nel curriculum del Tai Chi Chuan, del Pa Kua Chang e del Tao Yin Chi Kung ha sia valenza marziale che di benessere, e sotto questo aspetto grande importanza hanno i concetti alla base della Medicina Tradizionale Cinese, ed in particolare la teoria dei Meridiani energetici.

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