Ba Gua Zhang – Apertura della pratica (seconda parte)

Continuiamo l’analisi degli esercizi di apertura alla pratica del Ba Gua Zhang, che avevamo cominciato ad analizzare in un articolo precedente.

Gli esercizi che interessano la vita cominciano con delle circonvoluzioni, più ampie possibile, da eseguire per almeno nove volte prima in un senso di rotazione e poi al contrario. Nella rotazione, bisogna immaginare di toccare con il bacino i quattro angoli di un quadrato inscritto all’interno del cerchio della traiettoria di rotazione. Questo esercizio agisce stimolando il meridiano della cintura e – come detto gli agopunti “Ki Kai” (“Oceano del Chi”) e “Ming Men” (“Porta della Vita”). La rotazione parte in maniera larga e si conclude con una progressiva riduzione della ampiezza, quasi come a percorrere una spirale che termina con il corpo allineato sull’ase verticale, prima di passare all’esercizio successivo.

Dalla vita si passa poi alle spalle, stimolate – anche in questo caso – con degli esercizi di circonduzione. Per ottenere un esercizio più efficace è bene eseguire questi esercizi con i piedi uniti e paralleli tra loro, in maniera da stimolare efficacemente l’elasticizzazione delle articolazioni e della colonna vertebrale. Gli esercizi consistono in delle ampie rotazioni sul piano verticale delle braccia tese, sincronizzate con delle torsioni del busto. Anche in questo caso gli esercizi vanno eseguiti alternando il senso di rotazione, adeguando la velocità di esecuzione alle proprie capacità fisiche, in maniera da ottenere un risultato armonico, senza “strappi”.

Dalle spalle si sale al collo, che – come abbiamo già detto – nella visione Taoista è oggetto di una attenzione particolare insieme alle sette vertebre cervicali, che vengono messe in connessione simbolica con le stelle dell’Orsa ed all’asse alchemico tra Cielo e Terra. Anche in questo caso gli esercizi consistono in una serie di torsioni, rotazioni e flessioni, che vengono eseguiti per sei volte ciascuno. Con i piedi paralleli alla larghezza delle spalle si mantiene una postura eretta allineata all’asse verticale, e si stira il collo “chiudendo” il mento, portandolo leggermente verso lo sterno, e poi alzando lo sguardo verso l’alto, in modo da stirare e rilassare tutta la colonna vertebrale e le linee mediane posteriore ed anteriore. Sempre con il mento chiuso verso lo sterno, mantenendo lo sguardo all’orizzonte, si effettuano poi delle rotazioni della testa sul piano orizzontale, come per guardarsi alle spalle. In questo caso bisogna porre attenzione a ruotare solo la testa, focalizzando l’esercizio sul collo, mantenendo quindi fermi busto, bacino e gambe. Dopo le rotazioni si passa alla circonduzione della testa, seguite in maniera ampia come se “rotolasse” sulle spalle e sul busto, per sei volte per ogni senso di rotazione. Al termine di questi esercizi è consigliabile qualche secondo di pausa, mantenendo sempre lo sguardo all’orizzonte e la postura in asse, in maniera da stabilizzare l’equilibrio e rafforzare la consapevolezza della posizione.

Si passa poi ad eseguire “Accarezzare il Cielo”, assumendo la posizione “Ma Bu” (“Montagna”) con i piedi paralleli ed effettuando delle ampie rotazioni delle braccia, con le mani che partono davanti all’addome, vanno dietro la zona lombare, tornano davanti al busto, salgono sulla testa e poi scendono nella posizione iniziale, accompagnando le rotazioni con delle flessioni del busto. Si esegue poi “Il Drago gioca con la palla”, con delle ampie rotazioni del busto accompagnate dalle braccia piegate come se tenessero una grossa sfera. Il terzo esercizio prevede è “Calciare nelle quattro direzioni” ed è utile sia come scioglimento articolare e scarico energetico, ma è anche propedeutico all’apprendimento del modo corretto di eseguire la tecnica parziale di percussione con i piedi.Come suggerisce il nome, l’esercizio prevede di portare un calcio in avanti, indietro, verso l’esterno e verso l’interno rispetto alla gamba che esegue l’esercizio. Durante l’esercizio il piede si mantiene basso, salendo al massimo all’altezza del ginocchio, in maniera da mantenere una posizione stabile e favorire una postura equilibrata. Le braccia possono essere rilassate, con le mani poggiate sulle anche, oppure – per i praticanti più esperti – orizzontali a formare un cerchio all’altezza del busto come per abbracciare un grosso albero.

Alla conclusione delle pratica si eseguono una serie di esercizi di chiusura, che servono – come già detto – a riequilibrare fisicamente ed energeticamente il praticante, rilassando le articolazioni, muscoli e tendini. Si comincia con “Mani come farfalle” oppure “Foglie al vento”, scuotendo le mani all’altezza della testa con le braccia stese, che serve ad espellere le “energie perverse”, mobilizza l’articolazione del polso migliorando l’emissione dell’energia esplosiva “fa jin”. Si passa prosegue poi con “Salice al vento” o “Esercizio Universale”, che consiste in delle ampie oscillazioni delle braccia sui fianchi ed è considerato un vero toccasana per mantenere la salute o recuperarla in un periodo di convalescenza. Nella esecuzione dell’esercizio è importante mantenere un buon radicamento dei piedi sul terreno e curare la posizione del busto e dello sterno, che assume una posizione complementare a quella delle braccia (incassato con le braccia stese davanti al busto, spinto in avanti quando le braccia sono stese dietro il dorso). E’ importante, nella esecuzione dell’esercizio, mantenere le ginocchia leggermente flesse e soprattutto battere leggermente all’esterno delle cosce con il fianco della mano dal lato del pollice.

Gli esercizi seguenti, oltre agli scopi di riequilibrio e scioglimento già detti, favoriscono – a livello marziale – quella che viene chiamata la “Campana d’Oro” oppure “Camicia di ferro”, ovvero una sorta di rafforzamento dei muscoli esterni tale da consentire di assorbire e/o respingere eventuali percosse. Dal punto di vista del benessere invece, questi esercizi vanno a stimolare diversi agopunti presenti su dorso, busto, braccia e gambe, e costituiscono pertanto un efficace auto massaggio. Questi esercizi si eseguono con delle torsioni del busto tali da portare le mani ad impattare in maniera decisa ma non dolorosa su diverse parti del corpo: si comincia con la zona dietro le spalle e sul dorso al centro della schiena, si passa poi alla zona davanti alle spalle e sul dorso al centro della schiena, poi sulla gabbia toracica sotto l’ascella e la zona dietro le spalle e sul dorso al centro della schiena, sulla vita e sempre sul dorso al centro della schiena. Si prosegue poi sulla testa del femore, sulle ginocchia, sulle tibie e sui piedi. Si passa poi ad agire sulle mani, battendo il dorso sul pavimento, e poi si risale, percuotendo però la parte interna di piede, polpaccio, ginocchia e cosce.

Si assume ora la posizione di “Mezza Montagna”, con i piedi paralleli alla larghezza delle spalle e si assume una posizione rilassata impiegando il minor numero possibile di muscoli per mantenere la stazione eretta allineando i due agopunti “Bai Hui” al centro della sommità della testa e “Hui yin” in corrispondenza del perineo. Questa condizione può dare origine ad una serie di vibrazioni ed oscillazioni del corpo, che sono un effetto collaterale della pratica. Questi esercizi infatti, stimolando tendini, muscoli e meridiani energetici, agiscono sugli organi interni e li portano a cercare la “giusta posizione” all’interno del corpo stesso, ottenendo come risultato una ottimale armonizzazione posturale.

La conclusione della sessione di pratica viene condotta riprendendo gli esercizi iniziali di apertura alla pratica: prima delle rotazioni delle gambe con un tallone sollevato, poi una camminata sul posto che stimola l’agopunto “Yong Quan” (“Fonte zampillante”) sotto la pianta del piede, infine lo scuotimento del piede a gamba stesa per stimolare e mobilizzare la caviglia preparandola alla esecuzione dei passi “Kou Bu” e “Bai Bu” , fondamentali nella pratica del Ba Gua. Inoltre, come già detto per gli esercizi precedenti relativi alle braccia, questi movimenti servono anche ad espellere le “energie perverse”, mobilizzano le articolazioni di ginocchia e caviglie migliorando l’emissione dell’energia esplosiva “fa jin” attraverso i calci.

 

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