Qi Gong – Aprire le nove porte

Questa serie di esercizi, conosciuta anche come “Aprire le nove porte”, costituisce la forma base di un lavoro fondamentale delle Arti interne in generale e del Qi Gong in particolare. Questa pratica va ad agire sulle nove articolazioni principali del corpo umano e permette inoltre di allungare ed elasticizzare i muscoli interni ed i tendini, in particolare il tendine d’Achille, e di stimolare gli organi interni attraverso una azione sui meridiani energetici.

Queste articolazioni principali vengono chiamate anche “perle”, ad indicare la loro preziosa funzione per la attività umana, mentre il termine “porte” sta ad indicare la loro necessaria condizione di “apertura” per consentire la circolazione del sangue, della linfa, dei liquidi e del Qi.

Normalmente la serie di esercizi parte stimolando le caviglie e procede in altezza, coinvolgendo ginocchia, anche, vita, spalle, gomiti, polsi e collo. La pratica comincia quindi con lo Yin della Terra che sale verso lo Yang del Cielo, per poi discendere in basso, con lo Yang del Cielo che scende verso lo Yin della Terra. Proprio considerando la corrispondenza Yin/Yang di questa pratica, gli esercizi che coinvolgono la parte bassa del corpo (dalla vita in giù) vengono eseguiti per nove volte, mentre gli esercizi che coinvolgono la parte alta del corpo (dalla vita in su) vengono eseguiti per sei volte. Qualora si voglia rendere la pratica più intensa, gli esercizi possono essere ripetuti per un numero di volte che deve essere un multiplo della serie di base, quindi 18, 27, 36 volte per la parte bassa e 12, 18, 24 volte per la parte alta.

Come in tutti gli esercizi di Qi Gong, è molto importante praticare mantenendo una postura corretta sin dalla partenza, per questo la serie di esercizi comincia con i piedi paralleli tra di loro ed a larghezza spalle, in maniera che il punto virtuale ottenuto dall’incrocio di una linea tirata dall’alluce destro al tallone sinistro con un’altra tirata dall’alluce sinistro al tallone destro corrisponda alla proiezione verso il basso degli agopunti Bai Hui (“cento incontri”) situato sulla sommità della testa e Hui Yin (“unione degli Yin”) nella zona del perineo, attraverso cui passa l’asse alchemico che unisce simbolicamente la Terra ed il Cielo. Il peso del corpo è distribuito al 40% sull’avampiede e 60% sui talloni, come se si fosse seduti su uno sgabello, in maniera da “raddrizzare” la colonna lombare e non “svuotare” i reni.

Questa serie di esercizi consente di agire sia sulla articolazioni direttamente sollecitate che su quelle a loro complementari, grazie all’effetto delle tre “armonie esterne” che mette in connessione polsi e caviglie, gomiti e ginocchia, spalle e anche.
Una attenzione particolare viene riservata al collo ed alle sette vertebre cervicali, che nella visione Taoista vengono messe in connessione simbolica con le stelle dell’Orsa ed all’asse alchemico tra Cielo e Terra prima citato. A questo proposito, è interessante notare che ogni articolazione è associata simbolicamente ad un animale ed alle sue qualità caratteristiche (ad esempio, il collo è associato alla Tartaruga, il ginocchio alla Gru, il rilassamento ottenuto nella posizione di Wu Chi è detto “Cavallo che dorme”, la rotazione del busto è detta “Il Drago gioca con la palla”, ecc.).

Al termine della serie di esercizi si assume una posizione rilassata impiegando il minor numero possibile di muscoli per mantenere la stazione eretta; questa condizione può dare origine ad una serie di vibrazioni ed oscillazioni del corpo, che sono un effetto collaterale della pratica. Questi esercizi infatti, stimolando tendini, muscoli e meridiani energetici, agiscono sugli organi interni e li portano a cercare la “giusta posizione” all’interno del corpo stesso, ottenendo come risultato una ottimale armonizzazione posturale.

La sequenza della apertura delle nove porte può essere considerata una vera e propria pratica anti-invecchiamento, perché previene l’irrigidimento e la chiusura delle articolazioni causato dalla vita sedentaria della società attuale.

 

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