Song, il rilassamento attivo

Abbiamo già incontrato il termine “Song” quando abbiamo esaminato in un articolo precedente il lavoro della vita descritto in uno dei detti che tradizionalmente indicano i punti salienti della pratica delle Discipline interne (Clicca QUI per leggere l’articolo).

E’ un concetto che ricorre frequentemente anche nelle indicazioni che il Maestro Severino Maistrello, Direttore Tecnico della Wudang Fu Style Academy, include nelle sue lezioni, ed è proprio per la sua importanza che abbiamo ritenuto opportuno dedicargli una analisi più approfondita, senza ovviamente la pretesa di poter sostituire le spiegazioni che ciascun insegnante vorrà fornire ai suoi allievi in base al loro grado di preparazione e comprensione della pratica e consapevoli che un concetto così importante non può essere compreso solo teoricamente ma va necessariamente esperito con la pratica.

Partiamo, come sempre, da una tradizione letterale, che indica per questo termine i significati di “lasco, non fissato in maniera rigida, rilassato, allentato, sciolto, senza ostacoli, privo di tensione”. Come già scritto in precedenza, il primo e più grave equivoco in cui si può incorrere è associare al termine “rilassato” una postura passiva, fiacca o incapace di recepire gli stimoli esterni; in questo caso è vero tutto il contrario, trattandosi di un rilassamento attivo e consapevole, che possiamo associare alla tradizionale immagine dei rami del salice, flessibili ed adattabili agli eventi esterni, come ci ricordano gli esercizi del Fang Song Gong, nel cui nome – per l’appunto – ritroviamo il termine Song (Clicca QUI per leggere l’articolo).

La condizione di “Song”, nella pratica delle discipline interne, viene raggiunta solo quando ogni parte del corpo risulta essere non solo rilassata e priva di tensioni muscolari, ma anche armonicamente collegata con le altre parti del corpo. Non sembra inutile precisare sin da subito che condizione indispensabile a raggiungere lo stato di “Song” è quella di liberare la mente da pensieri inutili e fuorvianti, essendo proprio questo lo stato che ci permette poi di andare a rilassare anche il corpo, nelle sue varie componenti.

Appare utile riprendere quanto già scritto e ribadire un paio tra i fraintendimenti più comuni: a volte si persegue “Song” ricercando una postura eccessivamente morbida, tale da far apparire il corpo debole e flaccido; altre volte si crede erroneamente di aver già raggiunto lo stato di “Song” ma la mente è ancora distratta da pensieri e che saltano di qua e di la come una scimmia e non è in grado di percepire l’essenza della condizione corporea. La prima condizione è purtroppo abbastanza comune; la ricerca della condizione di “Song” porta il praticante a perseguire una postura eccessivamente “morbida”, che appare evidentemente priva di vigore ed efficacia. “Song” comporta il rilascio delle tensioni e la capacità di “lasciarsi andare” tanto fisicamente che emotivamente, e quindi l’apertura e la espansione, nel senso più ampio del termine, che qui volutamente non approfondiamo, ribadendo solo che contrazioni e “chiusure” sono controproducenti .

Molto altro vi sarebbe da scrivere ma – come detto – un concetto così importante può e deve essere esperito tramite la pratica diretta sotto la guida di un insegnante attento ed esperto, L’indicazione che però possiamo dare in conclusione è che lo stato di “Song” può essere raggiunto solo evitando tanto eccessi che deficenze e deve riguardare l’intero complesso psico-fisico-emotivo del praticante.

Oggi è possibile conoscere i principi e le tecniche fondamentali di queste Arti tramite un programma completo di videolezioni, facilmente consultabili ovunque ed in qualunque momento.
(CLICCA QUI per consultare il programma completo)

Lascia un commento