“Neiye” od “Ordinare il Cuore”

In realtà, la traduzione comune del titolo di questo breve trattato, piccolo gioiello incastonato nel panorama del taoismo primigenio, viene resa come
” coltivazione interiore ” intendendo il corpo come un campo fertile da coltivare e sublimare.

Tuttavia, ad una attenta lettura, non può sfuggire il fatto che in esso affiorano, con insistenza, passi che esplicitano la necessità di mantenere un cuore calmo, integro, equilibrato, centrato, estraneo ad ogni dissidio o quanto meno in grado di stemperare le asperità della vita nella forma di una superiore accettazione. In particolare, degno di menzione mi pare il passo della sezione finale che ora cito: ” Se il cuore mantiene la quiete, la Via spontaneamente vi si stabilisce “.

” Spada che controlla il cuore ” è una frase che il nostro maestro Severino Maistrello ama ripetere da anni per indicarci la giusta postura, bilanciare il torrente delle emozioni e, da ultimo, per arginare il perverso straripamento dell’ego. Non solo. Nella pratica che scaturisce dal cuore entrambe le mani vanno tenute vive ed attive proprio per suggellare questo connubio. Medicina di cuore è aiutare con la mano, non in senso meccanicistico, ” operando ” nel tempio del silenzio anziché ricorrere al vocabolario di parole rabberciate.

La mano è la voce del cuore nelle sue molteplici espressioni come quando sfioriamo con il palmo il volto di una persona cara, quando accarezziamo con tocco leggero la spalla di qualcuno in segno di amicizia e vicinanza oppure mentre camminiamo, MANO NELLA MANO, con la persona amata lungo sentieri solitari, lentamente e senza ostentarlo, procedendo instancabili fianco a fianco, come due bambini, avvinti dal più salutare ed innocente trasalimento perché il contatto, ora intenso, ora delicato, non è mai banale ma irradia gioia ed eleva. In tutto ciò non trovo nulla di trascendente o di mistico; il fatto di ordinare il cuore, nella sua semplicità, ci instrada in modo naturale e spontaneo lungo la Via. Non a caso i versi finali del Neiye recitano: “Segui la Via della misura dei desideri e non v’è nulla e nessuno al mondo che ti potrà mai nuocere”.

Praticare con mano sensibile le nostre meravigliose discipline significa dare voce al cuore, lavorare in profondità e sulla superficie esercitando sino al massimo livello il corpo spirituale che noi siamo.

Il presente articolo è stato scritto da Fabio Manfè, insegnante di II° livello di Tai Chi Chuan Old Fu Style, ed originariamente pubblicato sul gruppo Facebook della Wudang Fu Style Academy

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