Ba Gua Zhang – Apertura della pratica

Come per tutte le Arti Interne, anche nel Ba Gua Zhang gli esercizi con cui comincia una sessione di pratica hanno lo scopo di predisporre il corpo in maniera ottimale per affrontare la sessione prevista.

Nella serie di esercizi che costituisce la apertura alla pratica proposta, il primo di questi – da ripetere per tre volte – è composto da una serie di allungamenti, flessioni, piegamenti, rotazioni e stiramenti che hanno diversi obbiettivi: raggiungere un assetto corretto, “piombatura” dell’osso sacro, allenare la capacità di spostamento del peso sui piedi, sviluppare l’equilibrio tra interno ed esterno, oltre che l’allenamento dei muscoli, dei tendini e delle articolazioni, con conseguente stimolazione degli organi interni e della circolazione sanguigna, linfatica ed energetica.

Questo esercizio è forse il più importante della serie, tanto che – se non si ha tempo a sufficienza per eseguire un allenamento completo – è bene dedicarsi con attenzione anche solo a questo, che nell’ottica di preparazione alla pratica del Ba Gua Zhang, elasticizza il corpo ed in particolare stimola, allena e focalizza l’effetto della pratica sulla vita, che è una delle parti del corpo più sollecitate nel Ba Gua Zhang.
Gli esercizi successivi – da eseguire tradizionalmente per nove volte (o per un multiplo di nove se si vuole rendere l’allenamento più intenso) coinvolgono principalmente la parte bassa del corpo, con rotazioni delle gambe per stimolare ginocchia, anche e – soprattutto – caviglie. Oltre all’effetto fisico di stimolare le articolazioni citate, col tempo questo esercizio favorisce lo sviluppo del “Chan Ssu Chin” (“Srotolare il bozzolo di seta”), ovvero il flusso spiraliforme dell’energia che dai piedi sale lungo le gambe andando a riverberarsi sino all’osso sacro.

L’esercizio seguente agisce sulle ginocchia, prima con una serie di rotazioni e poi con delle flessioni da eseguire con il busto diritto, in modo da favorire anche l’apertura del bacino interno (“Kua”), effetto perseguito anche con l’esercizio successivo, che si esegue con le gambe piegate, premendo sui ginocchi per imprimere una sorta di rotazione all’interno della articolazione coxo-femorale.

Continuando la stimolazione della parte bassa del corpo, si passa all’esercizio ispirato alla sinuosità del serpente, che prevede alternativamente il piegamento di una gamba e la distensione dell’altra con la contemporanea torsione del busto.

Terminata la serie di esercizi sulle gambe, si passa ad eseguire delle rotazioni della vita, focalizzano gli effetti soprattutto sugli agopunti “Ki Kai” (“Oceano del Chi”) e “Ming Men” (“Porta della Vita”).

(… continua …)

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