Tom-ma: le posizioni del Tai Chi, ovvero il fondamento della pratica (Seconda parte)

La serie di esercizi conosciuta come”Tom ma” è un lavoro sulle posizioni che il corpo assume durante la pratica del Tai Chi Chuan ed è considerato un passaggio fondamentale nel percorso del praticante. Una pratica essenziale non solo dal punto di vista fisico, per apprendere e comprendere il giusto assetto del corpo, ma anche dal punto di vista spirituale e filosofico.

La serie che abbiamo cominciato ad analizzare in questo articolo continua con quattro esercizi che hanno la particolarità di far lavorare le gambe in maniera sensibilmente differente tra di loro. Il primo di questi è “Il Gallo d’oro su una zampa sola”, e come rivela il nome, prevede la stazione eretta su una sola gamba, mentre l’altra viene sollevata con il ginocchio flesso, che stimola sensibilmente l’aspetto Yang. Per la particolarità della posizione, può capitare – in particolare ai meno esperti – di non riuscire a mantenere l’equilibrio; per migliorare l’esecuzione è quindi consigliabile mantenere il busto diritto, rilassare l’inguine interno (Kua), abbassare il Dantian mediano flettendo leggermente il ginocchio della gamba portante, come se si fosse seduti su uno sgabello alto, e mantenere il mento in asse e lo sguardo all’orizzonte.

Si pratica poi la posizione della Gru, detta anche “La Fenice saluta”, con il peso quasi completamente su una gamba leggermente flessa, mentre l’altra è stesa ed allungata con il tallone sollevato ed il solo avampiede che tocca terra. La posizione che si assume è detta anche “dell’Immortale” perché è come se il praticante fosse sospeso tra la Terra ed il Cielo, riprendendo uno dei concetti più noti della filosofia Taoista. Anche questa posizione stimola particolarmente l’aspetto Yang. Da questa posizione si passa a “La Gru che becca”, che stimola tutta l’elasticità del corpo, piegando la gamba stesa in modo da avvicinare il piede a quello su cui è caricato la maggior parte del peso, per poi flettere le ginocchia abbassando il bacino. In questa posizione, le due gambe svolgono un lavoro complementare, perché mentre il piede posteriore spinge in basso, quello anteriore, con il tallone leggermente sollevato, tende a spingere verso l’alto. Questa posizione viene anche assimilata a quella dell’Anatra che nuota nell’acqua, perché è molto impegnativa pur apparendo statica, al pari di un anatra che sembra galleggiare tranquilla sull’acqua mentre invece si muove grazie al lavoro delle sue zampe. Segue poi la posizione “Vuota”, detta anche “Passo del Cervo”, in cui il peso è quasi completamente su una gamba leggermente flessa, mentre l’altra è stesa ed allungata con il tallone che tocca terra e l’avampiede sollevato con il piede a martello. Questa posizione stimola lo Yin del corpo ed è sostanzialmente complementare a quella della Fenice. Queste ultime tre posizioni, essendo collegate tra di loro a livello fisico e simbolico, vengono eseguite in sequenza prima su una gamba e poi sull’altra, con una distanza tale tra i piedi da poter spostare il peso senza “cadere” sul piede avanzato.

Si passa poi alla posizione del Drago, che prevede una torsione delle gambe con rotazione del corpo e relativo abbassamento del bacino portando il ginocchio della gamba posteriore quasi a contatto con il polpaccio della gamba anteriore, in maniera da generale un movimento spiraliforme che richiama appunto quello del mitico animale. Si tratta di una posizione che sviluppa l’equilibrio, l’elasticità complessiva delle giunture, la forza interna del corpo e la sua emissione “esplosiva”.

La sequenza si chiude con una postura di bilanciamento e riequilibrio, detta “Il Bambino d’Oro si siede”, che si assume portando il peso su una gamba leggermente flessa, ed alzando e piegando l’altra gamba in modo da poggiarne il piede sulla coscia della gamba portante. Anche in questo caso, come per la posizione del Gallo d’oro, è importante mantenere l’equilibrio, il mento in asse ed il busto diritto.

Come già visto nelle sequenze di esercizi esaminate nei precedenti articoli, anche in questo caso è bene terminare la pratica con una serie di esercizi di rilassamento, scaricamento e riequilibrio energetico sia fisico che energetico, in modo da trarre il massimo giovamento dalla pratica stessa, andando a sviluppare “Song”, ovvero il rilassamento attivo.

(… continua …)

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